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Dal 26 febbraio al 26 giugno la Palazzina di Stupinigi ospita la mostra evento «Il Male. Esercizi di pittura crudele», ideata e curata da Vittorio Sgarbi e Gilberto Algranti.

 Tre le sezioni collaterali: il cinema al Museo della Mole la fotografia e i fumetti, sempre a Stupinigi, con orario: martedď, mercoledď, venerdď e sabato dalle 9 alle 19, giovedď 9/22, domenica 9/20, chiuso lunedď (tranne 28 marzo e 25 aprile.

 

Il Male. Esercizi di pittura crudele

di Lisa Parola

 25 febbraio 2005

 Da qualche anno il sistema dell'arte, la sua ideazione, progettazione e veicolazione sono radicalmente cambiati. Come i mezzi di comunicazione,anche l'arte, e con sempre maggiore velocitą, si misura oggi con i numeri,gli ingressi, lo share. E lo sa bene Vittorio Sgarbi, uomo di spettacolo e cultura. Ex viceministro con un sito personale dove l'uomo colto, il candidato politico si mischiano con il personaggio della comunicazione e del gossip; forse l'unico storico dell'arte riconosciuto dal grande pubblico. Raffinato nella lettura delle opere di arte antica e protagonista al contempo di grandi pettegolezzi, tra risse, salotti e donne. E' Vittorio Sgarbi, e forse piĚ e prima di lui l'associazione culturale Tekne, ad aver capito il potenziale motore economico dell'arte quando da esperienza visiva diviene spettacolo ed evento.

 E' troppo facile scagliarsi, in questo momento storico, contro una mostra sul «Male». Prevedibile il fastidio per temi che ingombrano il nostro immaginario: violenza, disagio, morte. E soprattutto questo non farebbe che aumentare gli ingressi. Ci sarebbe forse da discutere sull'adeguatezza di una categoria interpretativa come il male; e il bene. Ma Ź invece interessante osservare l'evento quando si mischia con lo spettacolo. Nel suo saggio introduttivo alla mostra il curatore in modo raffinato racconta come gli artisti hanno rappresentato la morte e la sofferenza, una scrittura diretta e chiara. L'anello debole delle scelte di Sgarbi e della Tekne Ź piuttosto la scelta di affiancare alle opere le immagini in movimento, e nuovamente aprire una battaglia di «auditel artistico».

 Perché non si Ź scelto di mantenere alto il livello critico del pubblico offrendo al visitatore i mille percorsi che nel corso dei secoli gli artisti hanno scelto per illustrare la zona d'ombra, chiamiamolo male, che abita in ognuno di noi? Gią perché il male non Ź altrove o altro ma Ź parte di noi, e con noi sopravvive. Pronti invece ad un «divieto ai minori», la scelta pare quella di voler coltivare la curiositą morbosa piĚ della riflessione. Invece di accontentarsi del titolo accattivante: «Il Male. Esercizi di pittura crudele», la mostra affianca alla pittura di Beato Angelico, Caravaggio, Balthus i video delle torture e delle tragedie della fine del XX e dell'inizio del XXI secolo. Anziché limitarsi ad accompagnare il pubblico attraverso un proprio individuale ragionamento su ciė che stiamo vivendo e su come l'arte visiva abbia scelto di rappresentarlo ieri e oggi, Sgarbi e l'ente organizzatore hanno deciso di alzare il volume del richiamo al pubblico, di aumentare i numeri adeguandosi nuovamente all'ordinario televisivo ed gli imperativi dello share. Non solo pittura dunque, ma anche uno spazio dedicato ai video delle torture in Iraq. Perché sono quelle immagini, e forse ancor piĚ l'annuncio che la mostra sarą vietata ai minori di 14 anni «non accompagnati da un adulto», a coltivare la morbositą di questi anni. La morbositą degli adulti, naturalmente. Non sembra che ci siano molti «minori di 14 anni» che si aggirano da soli nelle biglietterie delle mostre d'arte.

 Forse il divieto vuol dire semplicemente che la mostra sarą inaccessibile alle scolaresche delle scuole medie. Ma non sarebbe stato comunque piĚ interessante proporre invece al pubblico solo il silenzio e la stasi delle immagini della pittura evitando l'ennesimo baraccone mediatico? Cosa sarą mai questo male? Dove nasce e risiede? Cosa ci fa male?