ANDAR PER MOSTRE: da LA STAMPA del 1° agosto 2004
Sheila Rock: scatti,
sulla vita del monaco

A Palazzo Bricherasio prosegue la mostra su
«Arte Buddhista Tibetana. Dei e demoni dell'Himalaya»

ANGELO MISTRANGELO

Tra le manifestazioni culturali e artistiche torinesi, merita una visita la pregevole mostra «Arte Buddhista Tibetana. Dei e demoni dell'Himalaya» allestita a Palazzo Bricherasio e curata da Franco Ricca.
Aperta sino al 19 settembre, questa ampia rassegna si snoda attraverso libri e copertine lignee, tempere su cotone, manoscritti, statue in legno laccato, bronzi, che consentono di effettuare uno straordinario viaggio intorno a dieci secoli di arte tibetana testimoniata da oltre duecento opere.
E di sala in sala si ammirano i ritratti idealizzati di due Grandi Lama Sa-skya-pa in una tempera del XV secolo e la preziosa trama cromatica della rappresentazione della divinità «Kapaladhara Hevajra»; il bronzo «Due dakini danzanti» e il bronzo dorato con turchesi e coralli denominato «Fregio con piccole divinità», sino a cogliere i frammenti di piastre decorative in rame sbalzato, la scultura in legno laccato e dorato con l'immagine di un Lama seduto della setta «dGe-lugs-pa» e la divinità tantrica «Vajrahumkara», in rame con tracce di doratura e pigmento.
Per l'occasione è anche possibile visitare nelle Sale Storiche della Fondazione la mostra fotografica «Sera. La via del monaco tibetano» dell'americana Sheila Rock.
La suggestiva successione di immagini è caratterizzata da una serie di scatti sulla vita del Sera Monastery, situato nella regione di Mysore nell'India meridionale.
I monaci di Sheila Rock, sono l'espressione del «grande interrogativo dalla vita e della morte», di uno spazio e un ambiente in cui convivono serenità umana e divina, momenti di riflessione e sensibilità ordinaria ed extra-ordinarià.

La mostra è curata dalla Fondazione Italiana per la Fotografia (presieduta da Luisella d'Alessandro), premiata con medaglia d'argento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali come «Unica istituzione nel panorama delle strutture dedicate alla promozione della cultura fotografica»